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Mi hai chiesto una dimora

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Mi hai chiesto una dimora.

Ti ho proposto l'intelligenza, ma hai rifiutato: "Mancano i fiori".
Ti ho proposto la volontà, ma hai rifiutato: "Manca la musica".
Ti ho proposto l'osservanza, ma hai rifiutato: "Manca la poesia".
Allora ti ho proposto la fragilità e hai accettato: "Sì, da lì posso creare".


«Il nostro Dio, l’ospite della nostra anima, lo sa bene; così viene in noi nell'intento di trovare una dimora, una tenda vuota in mezzo al campo di battaglia della terra. Non chiede che questo, e lui stesso è il Musicista Divino che si incarica del concerto!...Ah, se potessimo sentire questa ineffabile armonia, se una sola vibrazione giungesse alle nostre orecchie!...»
(Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Opere complete, Lettera nr. 165, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 485)

«Dentro di me c’è una solitudine dov'egli dimora e questa nessuno me la potrà rapire!...»
(Elisabetta della Trinità, Opere Complete, Le…

Coronavirus: tragedia senza cambiamento

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Questi tempi richiedevano
la conversione dei cuori
e della prassi ecclesiale.

Alla creatività dello Spirito
abbiamo, invece, preferito
la burocrazia dei protocolli,


alla discontinuità profetica
abbiamo preferito la reiterazione
delle forme.

Era il tempo opportuno e
non lo abbiamo riconosciuto.
Il giudizio, quindi, rimane questo:

Dio apre strade nel deserto
ma il popolo preferisce rimanere
fermo,

Dio fa cose nuove
ma il popolo preferisce continuare
come prima (1).


(1) Isaia 43,18-21:
"Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi".

Foto: Pixabay

La Terra come un giardino: l'utopia di Dio

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Eri stata sognata come
un giardino.
Con una luce di giorno
per scaldare
e una di notte
per consolare.
Splendida di bellezza:
gratuita come un fiore,
struggente come un tramonto.
Così vasta da portare i segni dell'infinito.
Il tuo custode però ha preferito l'utilità
alla meraviglia
e ti ha cambiato destinazione.
Ora gemi, ma lui non ascolta.

Foto 1: Pixabay
Foto 2: Pixabay

Chi si affligge per la sua sorte? (Isaia 53,8)

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Non dal sole che rotea,
non dalla luna che lampeggia,
non dalle folle che aderiscono alla religione,
ma dall'averti visto assumere la condizione dell'oppresso.
Così ti ho riconosciuto, Signore della mia vita.
E se non fossi risorto.
E se il paradiso non fosse esistito.
Ti avrei amato lo stesso. (1)


Per la riflessione personale:
"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre".
(Isaia 42,6-7)

"Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono,
li guiderò per sentieri sconosciuti;
trasformerò davanti a loro le tenebre in luce,
i luoghi aspri in pianura.
Tali cose io ho fatto e non cesserò di farle.
Retrocedono pieni di vergogna
quanti sperano in un idolo,
quanti dicono alle statue: 'Voi siete i nostri dèi'".
(Isaia 42,16-17)

"Non ha app…

Dice il Signore: sono venuto a portare il fuoco

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Il vuoto nelle chiese in questi tempi di pandemia
è la rappresentazione plastica del vuoto
che, da troppo tempo, si percepiva in tante funzioni
e in tante assemblee.
Eravamo ombre. Eravamo insipidi.
Non si esce da questa tragedia con la restaurazione,
tornando cioè a ripetere,
ma ritrovando il senso delle cose.
Ed il senso della fede è il Fuoco.
Il Fuoco dell’Amore.
Si è dovuta fermare la Chiesa istituzionale, non la chiesa carismatica.
Si è dovuta fermare la ritualità, non la pratica della giustizia e quindi della carità.
Si dovrebbe, forse, convocare un Concilio mai convocato: quello del popolo di Dio.
Occorrere una lettura sapienziale della storia che destrutturando faccia emergere l’essenziale e l’autentico.
E questo sarebbe anche il miglior tributo al sacrificio dei caduti: custodire la loro memoria attraverso la trasformazione delle nostre vite.

«Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!»
(Vangelo di Luca 12,49)

«Ecco che Dio si manifesta a…

Marianna Boccolini: un messaggio d’amore per i giovani

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Si sente il profumo della primavera
leggendo queste pagine.
Immergendosi nel racconto
si vede sbocciare un fiore.
Ed è come se Marianna si sedesse accanto.
Per narrare e spiegarsi.
Non si avverte nessuna distanza dal testo.
Si precipita in un dolore che progressivamente
si trasforma nel mistero dell’Amore di Dio nella sua esistenza.
Se non si è conosciuta prima, si può incontrare
Marianna nella sua gentilezza d’animo e nella sue
profondità spirituali (che lasciano senza difesa).
Ci si rende conto di questo: la sua vita è stata una Grazia
che ci supera.
E continua ad esserlo.
Non resta che scoprilo e benedire.
Perché Dio dona l’impensabile, lasciando alla meraviglia
l’ultima parola.

Citazione di Marianna:
«...in terza media, in un tema composto dopo aver appreso la notizia dell'ennesimo naufragio nel Mediterraneo, nel quale avevano trovato la morte centinaia di immigrati, tra cui molte madri con
i figli piccoli, Mary scrive:
"Preghiamo Dio di farci sentire diminuiti di ogni mo…

Pregare con il salmo 3: tu sei mia gloria e sollevi il mio capo

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Signore fai risuonare il grido del povero
nel nostro cuore.
Senza tregua.
Senza possibilità di essere ignorato.
Guarisci il nostro giudizio dalla piaga
della banalizzazione e dall'assenza
di compassione.
Capovolgi le nostre prospettive
insegnaci a preferire gli ultimi e
a perderci nella loro solitudine.
Ricordaci che spetta a loro il primo annuncio,
il primo pensiero, la  prima sollecitudine.
Mandaci ad asciugare le lacrime e a condividere
i pesi dell’emarginazione di un’umanità non riconosciuta.
Donaci di essere segno di contraddizione nei confronti
di questo Sistema economico-sociale che ha bisogno di vittime per
garantire il suo iniquo benessere.
Mostraci, Signore, la via dell’abisso dove,
insieme ai poveri, vieni gettato dalle logiche del mondo.
È quello anche il nostro posto perché
vogliamo amare come ami Tu.

Salmo 3 "Signore, quanti sono i miei oppressori! Molti contro di me insorgono. Molti di me vanno dicendo: «Neppure Dio lo salva!». Ma tu, Signore, sei mia difesa, tu se…