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Beato Rosario Livatino: testimone di Cristo

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Chi ti ha sparato pensava fosse la fine ed invece era l'inizio, pensava di averti distrutto ed invece sei rinato. Stavolta per sempre: martire della giustizia dono per tutti gli oppressi. Beato te, Rosario Livatino, che hai creduto e testimoniato.   Beato te, Rosario Livatino, che hai offerto la vita per Cristo e la sua causa.     Leggi anche: Rosario Livatino: Sub Tutela Dei    Foto: Corriere della Sera

Ecco faccio una cosa nuova (Isaia 43,19)

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Dio è novità inesauribile.   È evento che stravolge la storia. Dio non lascia le cose come stanno, il suo agire produce trasformazione, rottura. Nulla resta uguale, quando Dio passa: si determina un prima e un dopo.  Invece noi siamo abituati a concepire il tempo secondo la linea della continuità e della ripetizione. Moriamo di abitudine, eppure, la paura ci fa sospettare  di ogni critica e variazione dello schema.   Ci troviamo costantemente di fronte a due opzioni: collaborare alla stabilizzazione della realtà, consolidando le strutture di peccato, oppure partecipare al cambiamento, diventando testimoni di Cristo, attivisti del Vangelo.    Dio cerca mani per spezzare le catene inique e per riscattare gli oppressi. Dio cerca sorrisi per consolare chi si è perso. Dio cerca profeti per denunciare le catene di montaggio che aumentano i profitti distruggendo l'uomo e il creato. Dio cerca innamorati per donare le parole nuove che vivono nelle poesie.   La storia secondo il mondo cammin

Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti mostrati afflitto (Siracide 7,34)

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Ai funerali, se non ci si sente coinvolti nel dolore, sarebbe opportuno non andare (o comunque si dovrebbe evitare  di avvicinarsi ai familiari del defunto).   Le frasi di circostanza, le pacche sulla spalla a buon mercato, rappresentano un ulteriore peso che una vedova o i genitori che hanno perso un figlio, sono costretti a sopportare. All'impassibilità dei partecipanti per caso, ai supereroi che occultano gli elementi di drammaticità della morte, preferisco la testimonianza del Cristo: scoppiare a piangere davanti alla morte dell'amico Lazzaro, sudare sangue per l'angoscia davanti alla sua. Foto: Pixabay

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi (Matteo 11,28)

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Sono venuto a piangere quella lacrima che nessun altro può versare al posto mio   e a sentire quel bacio che nessun altro può ricevere al posto mio.   " Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò " dice il Signore. (Matteo 11,28) Foto: Pixabay

L'iniquità non salva colui che la compie (Qoèlet 8,8)

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Ho visto vescovi, come Oscar Romero, donare la propria vita per difendere gli oppressi dalle dittature militari.   Ho visto vescovi difendere le dittature militari per conservare la propria vita a discapito degli oppressi.   Ho visto sacerdoti, come Giuseppe Diana e Pino Puglisi, uccisi dalle mafie per aver denunciato o per aver avvicinato i giovani.   Ho visto sacerdoti riempiti di offerte e di onori per aver negato l'esistenza delle mafie.   Ho visto volontari attuare radicalmente l'opzione preferenziale per i poveri e testimoniare la compassione di Dio.   Ho visto volontari trattare i poveri come utenti e recitare il ruolo di funzionari dell'assistenza.   Ho visto servitori dello Stato, come Salvo D'Acquisto, mettersi davanti ai fucili nazisti al posto di 22 innocenti.  Ho visto servitori dello Stato depistare indagini, o annullare sentenze per proteggere  i colpevoli.   Ho visto docenti vivere la loro vocazione nel profondo e considerare gli studenti sorgenti di vit

Giustizia e amore: la speranza dei miseri

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Risuona un grido del popolo dei poveri, degli oppressi, degli esclusi, che scuote la storia:   « Signore, guidaci con giustizia di fronte ai nostri nemici » (1) . Risuona una speranza del popolo dei poveri, degli oppressi, degli esclusi che sostiene la storia:   « Noi per il tuo grande amore, entreremo nella tua casa » (2) . La Giustizia e l’Amore sono espressioni di un Dio che si lascia coinvolgere nelle vicende dell’uomo. La relazione che Lui stesso propone non prevede automatismi. Dio, promettendo la sua fedeltà, si lega con vincoli di custodia. Essendo fedele, non può abbandonare, o peggio essere indifferente di fronte alla sofferenza, ai disagi, alle ferite. E se ieri ha scelto un popolo, prima liberandolo (con Amore e Giustizia) dalla schiavitù, poi stringendo un’Alleanza, oggi si rivolge a tutti, portando a compimento le sue promesse. Con ciò non rinuncia, però, alla sua preferenza per gli “scarti”, per i piegati, “per i resti”.  Per quelli, cioè, di cui Cristo ha assunto la con

Promemoria per operatori pastorali

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Se compiaci il parroco o un religioso perchè speri di avere o di mantenere un incarico, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.   Se sei giovane e non sopporti gli anziani della comunità, o se sei anziano e non sopporti i giovani della comunità, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.   Se guardi storto il nuovo arrivato, o chi magari esprime dubbi sulla fede, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.   Se preghi devotamente per conto tuo, o frequenti molti convegni teologici, ma non ti attivi per i poveri, i sofferenti, gli esclusi, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.    Se sei felicemente sposato/a o consacrato/a, ma escludi chi è separato, chi ha cambiato strada, o chi ha un orientamento sessuale diverso dal tuo, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa. Se credi che il papa in carica sia ancora Benedetto XVI o aderisci solo formalmente alle prospettive indicate in Evangelii Gaudium, Laudato Si', Amoris Laetitia,  senza modificare in nulla le tue pratiche, non sta