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Nel silenzio il mistero della tua Presenza

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Eccomi in preghiera. In perfetta solitudine, in perfetta intimità, questo momento è solo per il Signore.
Taci scoraggiamento per i peccati commessi. Ascolta la Misericordia di Dio che risolleva da qualsiasi abisso.
Taci distrazione. Ascolta il silenzio di Dio che ti insegna a percepire nel profondo.
Taci programmazione di attività. Ascolta la creatività di Dio che sa aprire strade nel deserto.
Taci esigenza di utilità. Ascolta la gratuità di Dio che ti invita a trovare nel dono di se stessi il senso dell’esistere.
Taci abitudine. Ascolta la novità di Dio che rinnova il mistero della sua presenza.
Taci legalismo. Ascolta la Giustizia di Dio che conosce e compatisce le nostre fragilità.

E adesso in perfetto silenzio per accogliere il Signore.

La Parola di Dio è delicatezza, non si sovrappone ad altre voci.
È pazienza, sa attendere il suo turno.
È mitezza, pacifica l’anima, sollecita lo sguardo ad allargarsi e ad andare oltre i motivi razionali di conflitto e contrarietà.
È profezia, n…

Preghiera per la liberazione degli oppressi

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Vieni, Signore!
Scendi a liberare gli oppressi dalla mano dei Faraoni di oggi.
Hai ascoltato il loro grido, conosci le loro sofferenze, hai visto i tormenti sopportati semplicemente per non perire (1).
Piegàti dalla fatica e dalle umiliazioni non hanno più la forza né per ribellarsi né per sperare in un giorno diverso.
Mangiano polvere. Signore, liberali!
Converti il cuore dei loro oppressori. Guariscili dalla perversione del profitto e dell’accumulo. Dona loro di sperimentare la gioia che viene dalla solidarietà e dalle relazioni senza calcolo. Libera il cuore di questi schiavi della ricchezza e del potere che sfruttano i loro fratelli.
Vieni, Signore!
Manda noi dai Faraoni di oggi che vivono asserragliati nelle loro proprietà sporche del sangue dei poveri e nelle false sicurezze sporche del sangue dei disoccupati e dei precari.
Manda noi ad annunciare la liberazione, che il tempo è compiuto, che il tuo Regno è vicino, che il tuo Regno è in mezzo a noi (2).
Vieni, Signore!
Fa’ che …

L’insegnamento di Gesù: la preghiera trasforma

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Testo del Vangelo.«Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”.
Poi disse loro:“Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli; e se quello dall'interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, b…

La Parola di Dio: salvezza e liberazione dal Male

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Il Male suggestiona la nostra immaginazione per indebolire la volontà. Richiama alla memoria i peccati, rimarca le cadute al fine di impaurirci e scandalizzarci.
Ci vuole bloccati, a terra.

Ci inganna facendoci credere quello che non siamo: autosufficienti e potenti oppure abbandonati e condannati. Soffia sulla esaltazione o sulla disperazione purché abbandoniamo la condizione di umiltà, che consiste nel riconoscere la verità su noi stessi: capaci di peccare ma salvati dalla Misericordia divina.

Davanti alla Parola di Dio, però, il Male non può che tacere (arrestando forzatamente la sua contronarrazione) ed abbandonare il “luogo” che prima occupava in modo abusivo.

Vangelo di Luca 4,31-37
«Poi scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c'era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei…

Perdona il tuo popolo, Signore

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Per i fumi di scarico che deturpano l’azzurro del tuo cielo e il bianco delle nuvole.
Per il profitto e l’accumulo che si oppongono alla redistribuzione e alla solidarietà della tua Provvidenza.
Per le buste di plastica al posto del plancton nella pancia delle balene.
Per l’emarginazione dei disabili e degli anziani frutto della fallace idolatria dell’utilità. Per non aver custodito l’innocenza dei piccoli: con le guerre, lo sfruttamento nel lavoro, le migrazioni forzate.
Per essere andati nello spazio mancando le vere conquiste dell’umanità: l’eliminazione delle cause dell’oppressione e delle disuguaglianze.
Per l'acquisto/ostentazione di oggetti sacri, costosi ed inopportuni, non rispettando l’opzione (evangelica) preferenziale per i poveri.

Perdona il tuo popolo, Signore e guariscilo con la tua Misericordia.

Foto: Pixabay

Dalla contemplazione scaturisce la prassi compassionevole

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Mi ritiro nella cella della mia anima.
Il silenzio mi protegge dalla vanità delle questioni inventate dal mondo.
Sono al centro, circondato solo da autenticità. Non debbo correggere nessuna deformazione.
Considero l’immagine di Dio in me. Desidero la somiglianza con Lui, ma c’è un abisso che sembra tenerci lontani.
Contemplo il Padre, Amore di sorgente; il Figlio, Amore che ascolta; lo Spirito, Amore di relazione.
Poi esco.
Un povero mi viene incontro e contemplo l’Amore crocifisso.
Comprendo che sarà Dio, attraverso la compassione, ad eliminare ogni distanza.

Foto: Pixabay

Il mio Diletto è tutto delizie

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Cantico dei Cantici. «Che cosa ha il tuo diletto più di ogni altro, tu che sei bellissima tra le donne? Che cosa ha il tuo diletto più di ogni altro, perché così ci scongiuri?
[La sposa:] Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra una miriade. Il suo capo è oro, oro puro, i suoi riccioli sono grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi occhi sono come colombe su ruscelli d'acqua; i suoi denti si bagnano nel latte, si posano sui bordi. Le sue guance sono come aiuole di balsamo dove crescono piante aromatiche, le sue labbra sono gigli che stillano fluida mirra. Le sue mani sono anelli d'oro, incastonati di gemme di Tarsis. Il suo ventre è tutto d'avorio, tempestato di zaffiri. Le sue gambe, colonne di alabastro, posate su basi d'oro puro. Il suo aspetto è quello del Libano, magnifico come i cedri. Dolcezza è il suo palato; egli è tutto delizie! Questo è il mio diletto, questo il mio amico, o figlie di Gerusalemme» (Cantico dei Cantici 5,9-16).
Egli è tutto d…