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Promemoria per operatori pastorali

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Se compiaci il parroco o un religioso perchè speri di avere o di mantenere un incarico, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.   Se sei giovane e non sopporti gli anziani della comunità, o se sei anziano e non sopporti i giovani della comunità, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.   Se guardi storto il nuovo arrivato, o chi magari esprime dubbi sulla fede, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.   Se preghi devotamente per conto tuo, o frequenti molti convegni teologici, ma non ti attivi per i poveri, i sofferenti, gli esclusi, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa.    Se sei felicemente sposato/a o consacrato/a, ma escludi chi è separato, chi ha cambiato strada, o chi ha un orientamento sessuale diverso dal tuo, non stai servendo nè Cristo, nè la Chiesa. Se credi che il papa in carica sia ancora Benedetto XVI o aderisci solo formalmente alle prospettive indicate in Evangelii Gaudium, Laudato Si', Amoris Laetitia,  senza modificare in nulla le tue pratiche, non sta

Il Signore è in mezzo a noi sì o no? (Esodo 17,7)

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Ti ho incontrato nelle retrovie della storia. Dove non c'è indicazione precisa. Dove il mondo nasconde i suoi scarti. Sfinito, eri in fila alla mensa dei poveri; umiliato, provavi, in una comunità, a staccarti l'etichetta  di ex alcolista; rassegnato, attendevi, in un istituto del Cottolengo, parenti che non arrivavano mai.   È lì che ho conosciuto il tuo nome: Compassione.   Ti ho incontrato nel silenzio. Unico a pronunciare le parole che il mio cuore attendeva.   È lì che ho conosciuto il tuo nome: Fuoco d'Amore.   Ti ho incontrato nel tempio. Spezzavi il pane per il popolo convocato.   È lì che ho conosciuto il tuo nome: Vita donata.   Foto: qui

La pietra è stata tolta (Gv 20,1)

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La pietra è stata tolta.  Per questo, il Signore Gesù, è venuto. Per scendere nel nostro abisso dove nascondiamo ciò che ci rende impresentabili, che ci fa vergognare, che non riusciamo a sanare. Gesù, invece, sulle nostre rovine ci pianta la tenda, ci vuole dimorare. Gesù preferisce il nostro abisso alla collezione di trofei di plastica del nostro orgoglio. Nel libro del Siracide troviamo scritto: " Dio con la sua parola ha domato l'abisso e vi ha piantato isole " (Siracide 43,23).   Santa Elisabetta della Trinità in una lettera alla sorella scrive: " L'abisso della tua miseria, attira l'abisso della sua misericordia " (1) .   L'abisso è luogo di tenebra, da cui scaturiscono le nostre  inconsistenze e paure, ma Gesù è la luce, sole che non tramonta, capace di ri-orientare ogni volta il nostro cammino. Afferma Silvano Fausti: " Non c'è chiusura o lontananza che non possa essere aperta o avvicinata da lui che vi porta la sua salvezza. Anzi, l

Quando arriva la notte, come per Nicodemo

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Quando arriva la notte, come per Nicodemo, mettiamoci, immediatamente, alla ricerca del Signore. Senza attendere. Per ascoltare parole di consolazione.   Quando fuggiamo dalle nostre ferite, cambiando solo luogo fisico, quando proviamo a rinnegare la sete d'infinito, o sprofondiamo in un dolore,   il Signore dice: per vedere il Regno di Dio, devi rinascere dall'alto (1) .   Quando la sfiducia ci rinchiude in una bolla, quando il nostro cammino disegna solo una linea retta o barcolliamo nel tunnel scavato dal fallimento,   il Signore dice: il vento soffia dove vuole e ne senti la voce (2) . Quando costruiamo modelli di perfezione, quando rinchiudiamo Dio in un tribunale o lo muriamo in un tempio,   il Signore dice: Dio ha mandato il Figlio nel mondo perchè il mondo sia salvato per mezzo di lui (3) .   Così, schiacciati dal "peso morto della storia", rinasciamo. Accecati dal potere delle tenebre, torniamo a scrutare l'orizzonte. Perchè neanche le notti dell'esis

Veniamo trasformati secondo l'azione dello Spirito del Signore (2Cor 3,18)

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Non facciamoci definire in base al passato, a ciò che è accaduto.   Non facciamoci nè catalogare, nè archiviare.   Affidiamoci piuttosto al dinamismo dello Spirito, che apre porte nei vicoli ciechi e scalda qualsiasi inverno.   La condanna alla ripetizione è stata abolita, il domani è stato colmato di possibilità.   Non siamo fotografie ingiallite, ma disegni sulle palme delle mani di Dio.    « Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come un in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore » (2Cor 3,17-18) « Giubilate, o cieli; rallegrati, o terra, gridate di gioia, o monti, perchè il Signore consola il suo popolo e ha pietà dei suoi miseri. Sion ha detto: "Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato". Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per i

La pagina nuova della Grazia

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C'è una pagina nuova non da riempire  non da aggiungere, ma da creare insieme e distinguere dal resto. Una pagina unica che non si può copiare che non si può manipolare da scrivere tra le righe, non da sinistra, non da destra, ma in profondità.   Una pagina senza impostazioni che non appartiene al passato e non aspetta il futuro, che si rinnova oggi, anzi, adesso.   Una pagina ricolma di esperienza che contiene voce e sguardi, che immagina spazi e trasforma le nozioni in prospettive.   Una pagina mossa dal vento, che trascende il diritto, che può essere sintetizzata con un bacio e disegnata solo dai piccoli.   C'è una pagina nuova scritta con l'inchiostro della libertà. C'è una pagina nuova ed è la pagina della Grazia. Foto: Pixabay

L'ascolto: una delle forme dell'amore

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Mi fermo. Interrompo ciò che sto facendo. Per trovare un luogo riparato. Per dedicarti tutto il tempo necessario. Per ascoltarti fin nelle mie viscere. Perché nella possibilità di esprimersi c'è la possibilità di rinascere. Foto: Pixabay