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Rimanere nell’amore di Dio: programma di vita del cristiano

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«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore». Sì, rimaniamo.
Per accompagnarti a recuperare la pecora perduta (1), a curare i feriti tra Gerusalemme e Gerico (2), a cacciare i venditori dal tempio (3).
Per vegliare insieme a te nel Getsèmani (4) ed asciugarti il sudore diventato sangue (5).
Per gridare davanti a Pilato, contrariamente alla folla, la tua innocenza (6).
Per riconoscerti sotto la croce come nostro Salvatore (7).
Per correre dai discepoli, insieme a Maria di Màgdala, dopo aver visto la pietra del sepolcro ribaltata (8).
Per ricevere lo Spirito Santo e comprendere il tuo linguaggio (9).

Per ascoltare la tua Parola: l’unica capace di raggiungere il nostro essere.
Per assistere al riscatto degli oppressi.
Per gioire della tua predilezione per gli ultimi.
Per entrare nei misteri del Regno che i piccoli hanno accolto (10).
Per esultare insieme a Maria del rovesciamento dei potenti dai troni e dell’innalzamento degli umili (11).
Per poter imparare …

La meraviglia come porta d’ingresso al mistero di Dio

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«Coloro che provano meraviglia, partecipano della meraviglia» (1). Ci mettiamo in cammino perché sentiamo pronunciare il nostro nome. Cerchiamo il suo Volto perché ci sentiamo guardati con benevolenza e cercati con inquietudine. Scrutiamo la nostra storia e contempliamo la misericordia di Dio trasformare la miseria in benedizione. Ci sentiamo custoditi senza conoscerne il modo, assistiti senza vedere chi ci soccorre, ri-generati senza il nostro contributo. Partiti in origine solo con la forza della ragione, ci eravamo ritrovati immobili davanti alle porte del mistero, impossibilitati a proseguire. Con la capacità di meraviglia siamo riusciti a varcare la soglia.

«La consapevolezza del divino comincia con la meraviglia. Essa è la conseguenza che l’uomo trae dalla propria più profonda incomprensione. Il maggiore ostacolo a questa consapevolezza è dato dal fatto che ci siamo abituati ad adeguarci alle idee convenzionali, ai clichés mentali. La meraviglia o l’assoluto stupore, l’incapacit…

Sequela di Cristo o sequela del mondo: antinomia insanabile

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Noi cerchiamo il consenso, ma Gesù è stato rifiutato.
Noi pretendiamo considerazione, ma Gesù è stato deriso.
Noi inseguiamo il successo, ma Gesù ha vissuto la sconfitta.

Noi cerchiamo le sicurezze materiali, ma Gesù ha proposto le beatitudini.
Noi pretendiamo la consolazione, ma Gesù ha sofferto l’abbandono.
Noi inseguiamo il nostro orgoglio, ma Gesù si è abbassato.

Noi cerchiamo una verità da imporre, ma Gesù ha rivelato un Amore da accogliere.
Noi pretendiamo il corrispettivo, ma Gesù ha scelto la gratuità.
Noi inseguiamo il potere (e i potenti), ma Gesù si è identificato con i calpestati.

Ci definiamo cristiani, ma preferiamo le perversione del mondo.
L’umanità realizzata, obiettivo del paradigma evangelico, si trova all'esatto opposto del sistema mondano.

Rifiutati, derisi e caduti nel tentativo di trasformare la storia. Colmi di speranza e martiri della compassione. Così dovrebbero essere definiti quelli che si pongono alla sequela di Cristo.

«Chi avrebbe creduto alla nostr…

Rut: la salvezza per gli stranieri e i senza diritti

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Rut, dolce aceto. Fu un caso, che accadde così, dice la Scrittura riguardo a Rut, venuta con la suocera Noemi-Naomì alla città, ai campi fertili di Betlemme. Timida traduzione di una grazia ben più potente, ben più sorprendente e foriera di gioia, comunicata a noi, che ci accostiamo alla lettura e alla meditazione del bel libro di Rut, attraverso un’espressione raddoppiata di vita, di eventi umano-divini: “si incontrò per incontro fortuito”, potremmo provare a tradurre, per fedeltà, per amore alla lettera ebraica del testo.

Il verbo “incontrare”, qaràh presiede sorridente alla vicenda che andiamo a scoprire, riguardo a Rut, a Boaz e a noi, come sempre invitati a prender parte alla storia della salvezza, raccontata per noi nella Sacra Scrittura.

Rut, infatti, è nata per stare nella compagnia degli uomini; sostanza di relazione, di amore, è la sua! Lo dice già il nome che porta, contrazione di reut, che vuol dire compagna, vicina, prossima. Amante, insomma.

Con tutto quello che questo …

Parola dello Spirito e parola della terra: libertà e schiavitù

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La Parola dello Spirito ispira, smuove e agisce per la trasformazione. Ribalta paradigmi, santifica la miseria e la fragilità rendendole strumento di condivisione per la costruzione del Regno. Accoglie e non si scandalizza. Conosce tutti gli abissi e sa come risalire.

La parola della terra insinua, conserva e blocca il cammino. È la serva dello status quo. È la voce degli idoli. Distrae per stordire, richiama costantemente alla memoria le debolezze, per scoraggiare il ritorno a Dio. Nemica della speranza impedisce allo sguardo di sollevarsi.

«Nulla è più raro, o più concretamente rivoluzionario, di una descrizione accurata della realtà. L’impegno strenuo per assegnare un “nome” preciso ai poteri che ci assalgono è esso stesso parte essenziale della lotta sociale» (1).

La Parola dello Spirito è profetica, discerne e distingue. Svela, preferisce la verità alla convenienza. Denuncia le ingiustizie, non tollera oppressioni, genera libertà. È fuoco che incendia l’anima d’Amore. È acqua ch…

Suor Monica Loyarte: chicco di grano in terra di Uganda

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Mosè, dinanzi al roveto che bruciava, compie un gesto semplice, ma nello stesso tempo carico di significato: si toglie i sandali perché “quella terra che stava calpestando era santa”.
È lo stesso atteggiamento che credo ognuno di noi debba assumere quando si avvicina alla storia di un'altra persona, quando prova a muovere delicatamente i propri passi su una terra che non gli appartiene, che non conosce, ma che vuole scoprire…e provare a raccontare…
Monica Loyarte nasce a Mendoza in Argentina il 18 novembre 1958 da mamma Yolanda e papà Eugenio.
È l’ultima di quattro figli.
"E ORA? In che modo posso spendere la mia vita?".
È la domanda che verso i 18 anni ha cominciato ad abitare il suo cuore. E a poco poco - nel corso del tempo – è Dio che le “spiega” il cammino e la sua vita acquisisce sempre più consistenza in Lui.
"Grazie Signore, perché non mi forzi, perché rispetti la mia libertà. Però non permettere, ti prego, che non compia la tua volontà…Dammi la grazia di…

La Misericordia di Dio: gratuita e sempre operante

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È la Misericordia che costruisce la cella interiore dell’uomo, il luogo che Dio sceglie di abitare. Taglia rovi, apre percorsi, sopporta pericoli e rifiuti, per annullare la distanza. S’incammina, inerpicandosi o inabissandosi, mossa da un’inguaribile follia d’Amore.

È la Misericordia che produce l’assenza, ma non il vuoto. Cerca di attirare l’attenzione, escogita piani per farsi riconoscere. Ferisce per risanare, esorta per custodire. Si identifica nei poveri per condividere e liberare. 
È la Misericordia che riabilita e conferma, nonostante tutto, la dignità di figli di Dio. Bussa alla porta, attende trepidante le decisioni, non smette di cercare l’amato/a che si è perso/a. È malata d’amore, come la sposa. Ha il capo bagnato di rugiada, come lo sposo (1).
È la Misericordia che trae dal nulla, conserva l’esistenza, fonda la speranza dell’ultimo giorno. Svela i travestimenti del Male, pianta una luce nelle tenebre, opera incessantemente, da sempre e per sempre.
È la Misericordia il s…