No alla Costituzione deformata

La Costituzione è “nata nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”(*), non nei salotti della finanza, tra un titolo tossico e l’altro, non a Bruxelles e Francoforte, tra un taglio allo stato sociale e l’altro e neanche nei palazzi del potere tra un #enricostaisereno e l’altro. È antifascista, lì c’è la dignità riscattata. È stata scritta con la schiena dritta e di proprio pugno non sotto dettatura. Contiene visione e speranza, si rivolge a uomini e donne non a consumatori. È un testo spirituale più che giuridico e per questo non può essere tollerato da chi ritiene giusto o inevitabile vendersi alle atroci logiche dei mercati. È il “testamento di centomila morti”(*) per la libertà non il vademecum per garantire l’oppressione del sistema. Abbiamo dimostrato di non meritarla non impegnandoci a sufficienza per pretenderne l’applicazione. Almeno adesso evitiamo la sua deformazione.

(*)Piero Calamandrei, Discorso agli studenti, 26 gennaio 1955, Milano