Il fariseo e il pubblicano

In quel tempo, Gesù disse questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era cattolico benpensante e l’altro era Rom, divorziato risposato, gay. Il cattolico benpensante, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come questo Rom, divorziato risposato, gay. Prego due volte alla settimana il rosario, la domenica vado a Messa e destino l’8 per mille alla Chiesa". Il Rom, divorziato risposato, gay, invece, temendo il giudizio degli altri, non osava nemmeno avvicinarsi, ma incrociando le mani diceva: "Signore, so che almeno tu mi accogli". Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, sperando nella Misericordia di Dio ha compreso cos'è il Regno di Dio».

Vangelo di Luca 18,9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo". Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore".Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».