Elisabetta della Trinità: il luogo dell'incontro con Dio

Elisabetta della Trinità mistica contemplativa testimone della presenza di Dio nell'anima.
«Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi (1).

Tra le cose più utili e interessanti su Elisabetta ci sono sicuramente le testimonianze dubbiose o contrarie alla sua canonizzazione. Infatti la santità più bella ed edificante è quella che contraddice le convenzioni degli uomini. Il problema dei santi è il racconto che alcuni autori ne fanno, talvolta così assurdo, così staccato dalla realtà, che la loro esperienza viene trasformata in una immagine da appendere al muro.

Elisabetta da bambina aveva degli accessi di collera e più grande, pur controllandosi, ha mantenuto una spiccata sensibilità. Non è bellissimo? E sapere, ad esempio, che sbagliava le antifone delle preghiere non ce la rende simpatica? Nello studio dei santi dovremmo partire dai loro “difetti” e poi parlare del resto. Elisabetta della Trinità è una figura meravigliosa, vicinissima a noi. È una sorella che si prende a cuore la nostra vita. Mai distratta. Lei si è lasciata abitare da Dio. È stata un luogo in cui il Signore ha potuto dimorare e ricaricarsi dalle fatiche. Lei lo ha accolto anche nei suoi silenzi e nei suoi segreti. È stata una sposa collaborando alla costruzione del Regno, una madre accogliendolo e custodendolo, un’amica ascoltandolo. E si è perfettamente realizzato quello che lei stessa scriveva:

«mi sembra che in cielo la mia missione sarà quella di attirare le anime aiutandole a uscire da se stesse per aderire a Dio con un moto tutto semplice e innamorato e di conservarle in questo grande silenzio interiore che permette a Dio di imprimersi in esse, di trasformarle in lui stesso» (2).

Elisabetta ci aiuta a scendere nelle nostre profondità per incontrare Colui che è lì da sempre esclusivamente per accoglierci ed amarci.


(1) 1Corinzi 3,16
(2) Elisabetta della Trinità, Opere complete, a cura di L. Borriello, trad. Maria Rosaria Del Genio, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Mi), 2008, L 335, p. 563-564

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