Nessuna utilità o finalità

Non cercare spiegazioni nella creazione di Dio perché non ne troverai. Siamo nell'ambito dell’assurdo capace solo a chi ama e dell’espressione alternativa ed indecifrabile di un artista.

Non abbiamo compiti pre-assegnati da svolgere, non saremo sottoposti a verifica di corrispondenza tra programma e risultati.

Siamo come quel fiore spuntato dal nulla in un luogo che nessuno mai raggiungerà. Un fiore incantevole, unico e completamente inutilizzabile.
«La rosa è senza perché: fiorisce perché fiorisce,
A se stessa non bada, che tu la guardi non chiede» (Angelus Silesius*).

La nostra dignità non sta in quello che facciamo, dimostriamo o che ci viene riconosciuto. L’Amore che ci ha chiamati all'esistenza non chiede il contraccambio. Nati in modo gratuito, viviamo in modo gratuito.
«O voi tutti assetati venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte» (Isaia, 55,1).

Non siamo la risposta ad un bisogno o il frutto di una necessità. Per questo non abbiamo doveri ma doni da ricevere e condividere.

Non abbiamo comportamenti da osservare. Riconosciamo la nostra essenza di libertà e gratuità e troveremo le traduzioni adeguate e conseguenti.

Siamo amati, voluti, salvati. Non c’è nulla da aggiungere, togliere, conquistare.

 

*Angelus Silesius, Il pellegrino cherubico, trad. dal tedesco di Giovanna Fozzer - Marco Vannini, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1989,  p. 156