Pallone gonfiato

Meno male che esistono le partite di calcio. Così posso distrarmi dai problemi personali e sociali, ma soprattutto identificarmi con vincenti, milionari e stelle del firmamento. Questi eventi cambiano davvero la mia capacità di percezione del mondo. Nei giorni del campionato mi sembra tutto più bello, significativamente diverso, vedo le cose con occhi nuovi.

L’attività compiuta dalla camorra in discariche abusive non mi appare più come sversamento di rifiuti tossici, pericolosi per la salute dei cittadini presenti e futuri, ma come deposito prolungato e sistematico di materiale ecologico riutilizzabile, dopo qualche anno, per la fangoterapia nei centri benessere.

Il colore rosso nell'aria di Taranto e quella sensazione di respirare ferro non mi appaiono più come conseguenze dell’inquinamento industriale, ma come il risultato della simultanea e multiforme accensione di fumogeni a scopo celebrativo.

La fila multioraria al pronto soccorso non mi appare più come una disfunzione, generata dalla politica, del sistema sanitario pubblico, ma come un tentativo di organizzare spazi di socializzazione, di condivisione delle preoccupazioni legate alla salute e di scambio di informazioni su diagnosi e cure.

La precarietà di milioni di persone non mi appare più come un fenomeno endemico ad un sistema economico-sociale basato sullo sfruttamento della manodopera, ma come opportunità di esultanza, ogni 15 giorni circa, per la firma di un nuovo contratto di lavoretto.

La disoccupazione di milioni di persone non mi appare più come tragedia determinata dalla politica che si inginocchia (per tornaconto) davanti al Capitale, ma come occasione di tempo libero per visitare centri per l’impiego, siti internet con offerte di lavoro, e per perfezionarsi nella compilazione del CV.

Grazie al pallone gonfiato nulla è come sembra.