Fuori dagli schemi dell’uomo: Natale di Cristo

Periferia simbolo del Natale di Gesù Cristo come narrato dal Vangelo.

«Per voi sorgerà il sole di giustizia» (1). 

Nell'Impero fervono i preparativi per la festa più sentita dell’anno: il 25 dicembre.

Si organizzano numerose processioni nei centri commerciali per l’accaparramento di oggetti, rigorosamente inutili e sgraditi ai destinatari, definiti, con evidente sarcasmo, regali: è l’opulenza che celebra se stessa.

La borghesia (che fa sempre rima con ipocrisia) vestita di porpora e di bisso (2) banchetta, per l’occasione, più lautamente del solito: è l’iniquità che celebra se stessa.

Erode posiziona la stella cometa sul presepio per ricordarsi di sopprimere sul nascere qualsiasi alternativa all'oppressione.

Pilato posiziona una croce nel presepio per ricordare la vittoria della ragione di Stato sulla Giustizia e sulla Verità.

I funzionari del sacro organizzano il coro di professionisti, addobbano il tempio di fiori, lucidano le panche, continuando a dividere il Cristo della fede da quello che si incontra nella storia, cioè nei poveri.

«Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi» (3).

E così l’Impero insiste nel festeggiare inconsciamente la sua condanna: la nascita del Cristo. Infatti dove Cristo è presente, l’Impero crolla. E se pure Cristo dovesse momentaneamente soccombere (massimo per tre giorni), poi rinasce sempre. E se pure dovessero soccombere i suoi testimoni, poi ne rinascono altri. E poi altri ancora.

E Gesù insiste nel nascere in periferia, tra i disperati, tra quelli esclusi dai festeggiamenti predisposti dall'Impero. E per questo solo lì è Natale. E solo lì è Santo.

(1) Malachia 3,20
(2) Cfr. Vangelo di Luca 16,19-31
(3) Isaia 5,7

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