Il mio Diletto è tutto delizie

Il linguaggio sponsale del Cantico dei Cantici riesce a cogliere le profondità e le sfumature della relazione tra Dio e l’anima.

Cantico dei Cantici.

«Che cosa ha il tuo diletto più di ogni altro, tu che sei bellissima tra le donne? Che cosa ha il tuo diletto più di ogni altro, perché così ci scongiuri?
[La sposa:] Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra una miriade. Il suo capo è oro, oro puro, i suoi riccioli sono grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi occhi sono come colombe su ruscelli d'acqua; i suoi denti si bagnano nel latte, si posano sui bordi. Le sue guance sono come aiuole di balsamo dove crescono piante aromatiche, le sue labbra sono gigli che stillano fluida mirra. Le sue mani sono anelli d'oro, incastonati di gemme di Tarsis. Il suo ventre è tutto d'avorio, tempestato di zaffiri. Le sue gambe, colonne di alabastro, posate su basi d'oro puro. Il suo aspetto è quello del Libano, magnifico come i cedri. Dolcezza è il suo palato; egli è tutto delizie! Questo è il mio diletto, questo il mio amico, o figlie di Gerusalemme» (Cantico dei Cantici 5,9-16).

Egli è tutto delizie.

«Che ha il tuo diletto di diverso da un altro, perché così ci scongiuri?».
Il mio Diletto è Via, Verità e Vita riconoscibile fra mille e mille.
Il suo volto, come il più bello dei fiori, spande profumo di misericordia infinita.
I suoi occhi sono profondi, luce nella notte che penetra i segreti dell'anima.
Le sue labbra sono tutta grazia, donano parole di vita eterna.
La sua voce è dolce come il miele,
chiama il mio nome con tenerezza di Sposo.
Le sue mani sono ferite,
hanno preso il mio dolore.
Il suo cuore è oro, oro puro,
contiene tutto l'amore del mondo,
sulla croce lo ha donato a me.
Il suo corpo è pane che mi tiene in vita.
Il suo sangue è pegno della mia salvezza.
Questo è il mio Diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme.
Egli è tutto delizie!.

Foto: Pixabay

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