Maria della Trinità: alla scuola della piccola via

Attraverso i ricordi di suor Maria della Trinità del Volto Santo possiamo cogliere la saggezza spirituale degli insegnamenti di Santa Teresa di Lisieux.

La novizia di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Suor Maria della Trinità e del Volto Santo (Maria Luisa Giuseppina Castel) entra al Carmelo di Lisieux il 16/6/1894. A Teresa viene affidato il compito della sua formazione, anche se non in via ufficiale, visto che la titolare dell’ufficio rimane Madre Maria di Gonzaga. La testimonianza di suor Maria risulta particolarmente preziosa per questa ragione: attraverso quei ricordi possiamo scoprire alcuni insegnamenti pratici, escogitati dalla santa, per condividere la piccola via. Il loro rapporto è molto intenso e profondo. Teresa impegna tutte le energie necessarie per far progredire suor Maria nell'amore confidenziale di Dio e per agevolare l’azione della Grazia nella trasformazione progressiva dei difetti: in particolare la fragilità emotiva e una spiccata vivacità. I percorsi spirituali di suor Maria della Trinità e di suor Genoveffa di Santa Teresa (sorella della santa ed anche lei sottoposta alla sua formazione) sono i primi frutti di quella  “dottrina” sulla quale la Chiesa, nel 1997, metterà il sigillo definitivo con la proclamazione di Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa:

«Durante la sua vita, Teresa ha scoperto "luci nuove, significati nascosti e misteriosi" (Ms A 83 v) e ha ricevuto dal Maestro divino quella "scienza dell'amore" che ha poi manifestato con particolare originalità nei suoi scritti (cfr Ms B 1r). Tale scienza è l'espressione luminosa della sua conoscenza del mistero del Regno e della sua esperienza personale della grazia. Essa può essere considerata come un carisma particolare di sapienza evangelica che Teresa, come altri santi e maestri della fede, ha attinto nella preghiera (cfr Ms C 36 r)» (1);

«Teresa possiede una universalità singolare. La sua persona, il messaggio evangelico della "piccola via" della fiducia e dell'infanzia spirituale hanno trovato e continuano a trovare un'accoglienza sorprendente, che ha varcato ogni confine» (2);

«Oggi, 19 ottobre 1997, nella Piazza san Pietro, gremita di fedeli convenuti da ogni parte del mondo, essendo presenti numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, durante la solenne celebrazione eucaristica ho proclamato Dottore della Chiesa universale Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto con queste parole: Venendo incontro ai desideri di un grande numero di Fratelli nell'Episcopato e di moltissimi fedeli di tutto il mondo, udito il parere della Congregazione delle Cause dei Santi ed ottenuto il voto della Congregazione per la Dottrina della Fede in ciò che attiene l'eminente dottrina, con certa conoscenza e matura deliberazione, in forza della piena autorità apostolica, dichiariamo Santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, vergine, Dottore della Chiesa universale. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (3).

«Teresa è uno dei “piccoli” del Vangelo che si lasciano condurre da Dio nelle profondità del suo Mistero. Una guida per tutti, soprattutto per coloro che, nel Popolo di Dio, svolgono il ministero di teologi» (4).

La testimonianza di Suor Maria della Trinità.

«Io chiedevo [a Teresa di Gesù Bambino] se Nostro Signore non fosse scontento di me, vedendo tutte le mie miserie. Mi rispose: “Rassicuratevi: colui che avete preso per sposo ha certamente tutte le perfezioni desiderabili, ma, oso dirlo, ha nello stesso tempo una grande infermità: è cieco! E non conosce una scienza: il calcolo! Questi due grandi difetti, che sarebbero delle lacune molto spiacevoli in uno sposo mortale, rendono il nostro infinitamente amabile. Se ci vedesse chiaramente e sapesse calcolare, credete che di fronte a tutti i nostri peccati, non ci farebbe ritornare nel nulla? No, il suo amore per noi lo rende realmente cieco!» (5).

«Le novizie manifestavano [a Teresa di Gesù Bambino] la loro sorpresa nel vederla indovinare i loro più intimi pensieri: “Ecco il mio segreto, disse loro: non vi faccio mai osservazioni senza invocare la Santa Vergine: Le chiedo di ispirarmi ciò che è meglio per  voi, ed io stessa sono spesso stupita di ciò che vi insegno. Sento semplicemente, dicendovele, che non mi sbaglio e che Gesù vi parla per mio tramite”» (6).

«Il solo modo per fare rapidi progressi nella via dell’amore, diceva ancora [Teresa di Gesù Bambino], è quello di restare sempre molto piccola; è così che ho fatto; anche ora posso cantare con il Nostro Padre San Giovanni della Croce: “E abbassandomi così in basso, così in basso, Mi innalzai così in alto, così in alto, Che ho potuto raggiungere il mio scopo!...”» (7).

«Le chiesi perdono [a Teresa di Gesù Bambino], per averle causato dispiacere. Sembrò molto commossa e mi disse: “Se sapeste quello che provo! Non ho mai capito così bene con quale amore Gesù ci accoglie, quando gli chiediamo perdono dopo una colpa! Se io, sua povera piccola creatura, ho sentito tanta tenerezza per voi, nel momento in cui siete tornata da me, che cosa deve succedere nel cuore del buon Gesù, quando si ritorna a lui?...Sì, certo, ancora più in fretta di quanto l’abbia fatto io, dimenticherà tutte le nostre mancanze, per non ricordarsene mai più…E farà anche di più: ci amerà ancora più di prima della nostra colpa!...”» (8).

«Mi affliggevo per le numerose distrazioni nelle mie preghiere: “Anch'io ne ho molte- mi disse [Teresa di Gesù Bambino]- ma, non appena me ne accorgo, prego per le persone che mi occupano la fantasia e così loro beneficiano delle mie distrazioni”» (9).

«La sua devozione alla Santa Vergine era commovente; i suoi rapporti con lei erano quelli di una bambina con la mamma più amata: le confidava tutto ed aspettava con fiducia il suo soccorso. Quando andavo da lei per la direzione ed avevo qualcosa di penoso da dirle, mi conduceva davanti alla statua miracolosa che le aveva sorriso nella sua infanzia e mi diceva: “Non è a me che direte ciò che vi pesa, ma alla Santa Vergine”. Io mi decidevo ad ubbidire ed ella ascoltava vicino a me la mia confidenza. Poi mi faceva baciare la mano di Maria, mi dava i suoi consigli e la pace rinasceva nella mia anima”» (10).

«Suor Teresa di Gesù Bambino dovette soffrire terribili tentazioni contro la fede. Un giorno, in cui mi parlava delle tenebre nelle quali si trovava la sua anima, le dissi molto stupita: ma quei cantici così luminosi che componete smentiscono quello che mi dite! “Ah –mi rispose con un sorriso doloroso- io canto quello che voglio credere, ma è senza nessun sentimento. Non voglio neanche dirvi fino a che punto la notte è nera nella mia anima, per paura di farvi condividere le mie tentazioni…”. Se non mi avesse fatto questa confidenza, non avrei mai dubitato di ciò, nel vederla parlare ed agire, proprio come se fosse stata gratificata da consolazioni spirituali» (11).

«La sua speranza in Dio non conobbe nessun cedimento, anche quando la sua anima fu immersa nelle tenebre più fitte, quando le sue preghiere non erano esaudite, quando tutto andava all'opposto di come avrebbe voluto. “Si stancherà più il buon Dio di darmi prove piuttosto che io di dubitare di lui; -mi disse un giorno- se anche mi uccidesse, spererei ancora in lui” [Cfr. Giobbe 13,15] (12).

«Mi parlava dell’amore di Dio per noi con un tale trasporto che spesso si commuoveva fino alle lacrime» (13).

«Non crediate –mi disse- che seguire la via dell’Amore sia seguire una via di quiete, tutta dolcezze e consolazioni. Ah! È tutto il contrario. Offrirsi come vittima all'Amore è consegnarsi senza riserve alla buona volontà divina, è essere disposti a dividere con Gesù le sue umiliazioni, il suo calice di amarezza…» (14).

«Durante i lavori comuni o in ricreazione [Teresa di Gesù Bambino]cercava di preferenza la compagnia delle suore che vedeva un po' tristi e si sforzava di rasserenarle con il suo buon umore e con i favori che rendeva loro. Quando non poteva riuscirci, pregava per loro, come mi disse un giorno» (15).

«In un’altra occasione [Teresa di Gesù Bambino] mi disse: “Notate il metodo usato per far brillare gli ottoni: si spalmano di fango, di materiali che li sporcano e li rendono appannati; dopo questa operazione risplendono come l’oro. Ebbene, le tentazioni sono per l’anima come questo fango: non servono che a far brillare in lei le virtù opposte a queste tentazioni(16).

«Un’altra volta, in cui mi rattristavo ancora per i miei cedimenti, mi disse: “Eccovi ancora uscita dalla piccola via! Una pena che abbatte e scoraggia viene dall'amor proprio; una pena soprannaturale ridona coraggio, dà un nuovo slancio per il bene; si è felici di sentirsi deboli e miseri, perché più lo si riconosce umilmente, aspettando tutto gratuitamente dal buon Dio senza nessun merito da parte nostra, più il buon Dio si abbassa verso di noi, per colmarci dei suoi doni con generosità(17).

«I doni soprannaturali, miracoli, estasi, ecc. che si ammirano comunemente nella vita dei santi, non furono la dote della Serva di Dio. La sua vita quaggiù, per così dire, non fu fuori dal comune; è questa la caratteristica particolare che la rende imitabile ed accessibile a tutti. Il buon Dio le faceva sentire che la voleva così, perché fosse come un modello alle numerose anime che camminano nella via comune ed ordinaria della perfezione, nella notte della fede» (18).

«Ero molto desolata di vederla ammalata e le ripetevo spesso: “Oh, com’è triste la vita!”. Ma lei mi riprendeva subito, dicendo: “La vita non è triste! Al contrario è molto lieta. Se lei dicesse: “L’esilio è triste”, la capirei. Si fa un errore dando il nome di vita a ciò che deve finire. Solo alle cose del cielo, a ciò che non deve mai morire si deve dare questo vero nome; e a questo titolo la vita non è triste, ma lieta, molto lieta!...”» (19).

«Durante la sua vita, non ho saputo che scrivesse, per obbedienza, la Storia di un’anima. Quanto a scritti, conoscevo soltanto le poesie e le operette teatrali che componeva per le nostre feste. Dopo la sua morte, ho letto la Storia di un’anima e sono rimasta colpita dalla conformità perfetta di questo scritto con ciò che mi aveva raccontato e che io stessa avevo osservato della sua vita» (20).

«Suor Teresa di Gesù Bambino non prendeva per suo uso che gli oggetti strettamente indispensabili, e più erano brutti e poveri, più era contenta…Mi raccomandava di non fare mai comperare nulla prima di assicurarmi che non ci fosse modo di fare diversamente, e allora di scegliere senza esitare quello che costava meno, come fanno i poveri» (21).

Tre biglietti di Teresa di Gesù Bambino a suor Maria della Trinità.

«Che il divino piccolo Gesù trovi nella sua anima una dimora tutta profumata dalle rose dell’Amore; che vi trovi pure la lampada ardente della carità fraterna che riscalderà le sue piccole membra ghiacciate e rallegrerà il suo piccolo Cuore, facendoGli dimenticare l’ingratitudine delle anime che non l’amano abbastanza» (22).

«Che la sua vita sia tutta d’umiltà e amore affinché venga presto dove vado io: nelle braccia di Gesù!» (23).

«Mia sorellina diletta,
In ricordo di questo bel giorno [la professione di suor Maria della Trinità], vorrei poterle offrire fiori che non marciscono, ma è solo in Cielo che  i fiori non appassiranno mai!... Questi non-ti-scordar-di-me almeno le diranno che nel cuore della sua piccola sorella rimarrà sempre impresso il ricordo del giorno in cui Gesù le ha dato il Bacio dell’unione che deve concludersi o piuttosto compiersi nei Cieli!» (24).

(1) Papa Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica “Sancta Teresia a Iesu Infante et a Sacro Vultu, Doctor Ecclesiae universalis renuntiatur” 19/10/1997, nr. 1
(2) Papa Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica “Sancta Teresia a Iesu Infante et a Sacro Vultu, Doctor Ecclesiae universalis renuntiatur” 19/10/1997, nr. 10
(3) Papa Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica “Sancta Teresia a Iesu Infante et a Sacro Vultu, Doctor Ecclesiae universalis renuntiatur” 19/10/1997, nr. 12
(4) Benedetto XVI, Udienza Generale, 6 aprile 2011
(5) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 74
(6) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 90
(7) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 94
(8) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 101
(9) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 103
(10) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 134
(11) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 136
(12) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 137-138
(13) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 143
(14) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 144-145
(15) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 150
(16) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 161-162
(17) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 189
(18) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Cécile Pergeaus, Maria della Trinità. L’amica di Thérèse, Mimep-Docete-Padri Carmelitani, Monza 2002, p. 192
(19) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Opere complete, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 1168-1169
(20) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in I testimoni di Teresa di Gesù Bambino. Dai processi di Beatificazione e Canonizzazione, traduzione di sr. Amata Ruffinengo, Edizioni OCD, Roma Morena 2004, p. 223
(21) Suor Maria della Trinità e del Volto Santo testimonianza in I testimoni di Teresa di Gesù Bambino. Dai processi di Beatificazione e Canonizzazione, traduzione di sr. Amata Ruffinengo, Edizioni OCD, Roma Morena 2004, p. 235-236
(22) Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Lettera a suor Maria della Trinità, 13/6/1897 -LT 246- , Opere complete, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 586
(23) Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Biglietto a suor Maria della Trinità, 12/8/1897, - LT 264- Opere complete, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 606
(24) Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Biglietto a suor Maria della Trinità, 30/4/1896, - LT 187- Opere complete, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 522

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