La relazione con Dio: questione di prospettiva

"La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri" (Mt 21,42)
Parole che emergono dal silenzio.
Uno sguardo che si incontra nelle tenebre.
Sentirsi amati tra le contraddizioni.

L'assurdo è una delle categorie
che appartiene alla relazione con Dio.

Davanti alla Santità che sceglie come
sposa la miseria,
all'Onnipotenza che accetta il rischio
di un rifiuto, la ragione vacilla.

Se cerca di spiegare, riduce e deforma.
Se si arrende, non trova pace.

E così non le rimane che aprirsi
alla sorpresa, alla meraviglia.

E uscire da se stessa,
lasciarsi condurre dallo Spirito,
verso Colui che sposta l'orizzonte
sempre un po' più in là.

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"Il sole mentre appare nel suo sorgere proclama:
«Che meraviglia è l'opera dell'Altissimo»"
(Siracide 43,2)

"Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l'aurora.
Verrà a noi come la pioggia di autunno,
come la pioggia di primavera,
che feconda la terra"
(Osea 6,3)

"[Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine]:
Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
Dillo, se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura?
Dove sono fissate le sue basi
o chi ha posto la sua pietra angolare,
mentre gioivano in coro le stelle del mattino
e plaudivano tutti i figli di Dio?
Chi ha chiuso tra due porte il mare,
quando erompeva uscendo dal seno materno,
quando lo circondavano di nubi per veste
e per fasce di caligine folta?
Poi gli ho fissato un limite
e gli ho messo chiavistello e porte
e ho detto: «Fin qui giungerai e non oltre
e qui si infrangerà l'orgoglio delle tue onde»".
(Giobbe 38, 4-11)
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Foto: Pixabay






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