Ecco faccio una cosa nuova (Isaia 43,19)

"Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa" (Isaia 43,19)
Dio è novità inesauribile. 
È evento che stravolge la storia.
Dio non lascia le cose come stanno,
il suo agire produce trasformazione,
rottura.
Nulla resta uguale,
quando Dio passa:
si determina un prima e un dopo. 

Invece noi siamo abituati a concepire il tempo
secondo la linea della continuità
e della ripetizione.
Moriamo di abitudine,
eppure,
la paura ci fa sospettare 
di ogni critica e variazione dello schema.
 
Ci troviamo costantemente di fronte a due opzioni:
collaborare alla stabilizzazione della realtà,
consolidando le strutture di peccato,
oppure partecipare al cambiamento,
diventando testimoni di Cristo,
attivisti del Vangelo. 
 
Dio cerca mani per spezzare le catene inique
e per riscattare gli oppressi.
Dio cerca sorrisi per consolare chi si è perso.
Dio cerca profeti per denunciare le catene di montaggio
che aumentano i profitti distruggendo l'uomo e il creato.
Dio cerca innamorati
per donare le parole nuove
che vivono nelle poesie.
 
La storia secondo il mondo
cammina su un binario,
non sono previste né soste,
né svolte.
Per chi incontra Dio, 
invece,
la storia è storia di salvezza,
è passaggio nel mare,
è una strada che si apre nel deserto,
è il luogo in cui il Figlio di Dio ha posto la sua tenda.
 
È storia trasfigurata,
abitata da Dio,
mai abbandonata
 
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"Ecco, faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa"
(Isaia 43,19)
 
Foto: Pixabay

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