Le tre mense: Parola, Eucaristia, Poveri

Gino
per educazione
va tutte le domeniche a Messa.
Conosce vita e pseudomiracoli
di attori e cantanti.
Ma non apre la Scrittura
da quando andava al catechismo.
 
Pino
sviene ad ogni eucaristia
per eccesso di estasi.
Ma schifa i poveri
perchè sono sporchi,
o, se sono puliti, perchè ingannano.

Lino
legge il Pentateuco direttamente in ebraico
e i vangeli direttamente in greco.
Ma non partecipa all'Eucaristia
credendosi autosufficiente.

Occorre ricordare a Gino, Pino e Lino
che le mense sono tre: Parola, Eucaristia, Poveri.
E non si possono separare.

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«Saremo giudicati sull'amore concreto 
e sulla misericordia, 
non su quello cantato o recitato. 
Convinciamoci che non possiamo dividere le tre mense 
che fanno la nostra identità cristiana: 
la mensa della Parola, quella dell’Eucarestia e quella dei poveri.
Se ne manca una le altre due sono falsate e non c’è comunità.
Né basta scusarsi dicendo che c’è il gruppo della carità.
Perché la carità è di tutti e non si può delegare.
Ogni mensa rimanda all'altra:
la Parola fa desiderare l’Eucarestia
che fa sentire il bisogno di muoversi verso il povero.
Non è possibile una vita cristiana schizofrenica!»

(Card. Francesco Montenegro,
Discorso pronunciato in occasione
dell’apertura del Giubileo della Misericordia
nell'arcidiocesi di Agrigento,
Chiesa Concattedrale Santa Croce di Agrigento,
13/12/2015)
 
Foto: Pixabay

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