Sequela di Cristo o sequela del mondo: antinomia insanabile

Il rifiuto delle logiche disumanizzanti del mondo dovrebbe essere il tratto distintivo dei cristiani. Chiamati a alla trasformazione non alla connivenza.
Noi cerchiamo il consenso, ma Gesù è stato rifiutato.
Noi pretendiamo considerazione, ma Gesù è stato deriso.
Noi inseguiamo il successo, ma Gesù ha vissuto la sconfitta.

Noi cerchiamo le sicurezze materiali, ma Gesù ha proposto le beatitudini.
Noi pretendiamo la consolazione, ma Gesù ha sofferto l’abbandono.
Noi inseguiamo il nostro orgoglio, ma Gesù si è abbassato.

Noi cerchiamo una verità da imporre, ma Gesù ha rivelato un Amore da accogliere.
Noi pretendiamo il corrispettivo, ma Gesù ha scelto la gratuità.
Noi inseguiamo il potere (e i potenti), ma Gesù si è identificato con i calpestati.

Ci definiamo cristiani, ma preferiamo le perversione del mondo.
L’umanità realizzata, obiettivo del paradigma evangelico, si trova all'esatto opposto del sistema mondano.

Rifiutati, derisi e caduti nel tentativo di trasformare la storia. Colmi di speranza e martiri della compassione. Così dovrebbero essere definiti quelli che si pongono alla sequela di Cristo.

«Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità» (1).

«…Queste parole di Isaia: “Chi ha creduto alla tua parola…Egli è senza splendore, senza bellezza..ecc.” hanno costituito tutto il fondo della mia devozione al Volto Santo, o per meglio dire, il fondo di tutta la mia pietà. Anch'io desideravo essere senza bellezza, sola a pigiare il vino nel torchio, sconosciuta ad ogni creatura…» (2).

«Lui, il Re dei re, si è talmente umiliato che il suo viso era nascosto e nessuno lo riconosceva!...E anch'io voglio nascondere il mio viso, voglio che solo il mio Diletto possa vederLo, che sia solo Lui a contare le mie lacrime, che almeno nel mio cuore possa riposare il suo amatissimo capo ed Egli possa sentire che lì è conosciuto e compreso!...» (3).

(1) Isaia 53,1-5
(2) Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Quaderno Giallo 5 agosto 1897 nr. 9, Opere complete, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 1057
(3) Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Lettera nr 137, Opere complete, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997, p. 441

Foto: Pixabay

Commenti

  1. Quando I Magi cercarono Gesù si sbagliato o andando a cercarLo al pazzo reale. Li trovarono Erode. Ma Gesù era in una grotta.
    Ma oggi dove stanno i "rappresentanti di Gesù : nella grotta o nel palazzo reale" ?! I "Magi non sbaglieranno un'altra volta Stavolta sanno dove si può trovare Gesù!

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