Lettera di Giacomo: la dignità riservata ai poveri

Nella lettera di Giacomo troviamo un forte richiamo a riconoscere la predilezione di Dio per i poveri e i fragili e ad agire di conseguenza.

Predilezione.

«Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disprezzato il povero!» (1).

Con quelli che il mondo disprezza Dio scrive la storia della salvezza.
Con quelli che il mondo calpesta Dio costruisce il suo Regno di Giustizia.
Con quelli che il mondo emargina Dio forma la sua famiglia.
Nelle ultime file, nei bassifondi, dietro ogni steccato vogliamo cercarti Signore. Perché lì ci attendi.

«E ora a voi, che dite: "Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni", mentre non sapete cosa sarà domani! Ma che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare» (2).

Conversione.

Ci presentano ricchezze e onori che ne conseguono. Ci avviciniamo: scorgiamo le macchie del sangue dei poveri, avvertiamo l'odore della morte. Non tocchiamo nulla.
Ci propongono ruoli, potere. Ci avviciniamo: notiamo persone inchinate, altre che applaudono, leggiamo la lista dei privilegi. Rifiutiamo.

Scegliamo l'umiliazione dei mendicanti, la solitudine dei disoccupati, l'angoscia dei precari, lo sfruttamento dei migranti, la sofferenza dei malati, l'abbandono dei detenuti.
Scegliamo, Signore, i tuoi fratelli più piccoli (3). Perché vogliamo essere luce e sale, non vapore (4).

(1) Lettera di Giacomo 2, 5-6
(2) Lettera di Giacomo 4,13-14
(3) Crf. Vangelo di Matteo 25,31-46
(4) Cfr. Vangelo di Matteo 5,13-16

Foto: Pixabay

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