Etty Hillesum: frasi, citazioni, pensieri

Il diario e le lettere di Etty Hillesum sono considerati scritti di mistica

Etty Hillesum 

Frasi, citazioni, pensieri e riflessioni sulla sua opera

-Pagina in continuo aggiornamento. I nuovi inserimenti si trovano all'inizio delle sezioni-

INDICE

Parole di Etty

➜ «Sto ancora catalogando questo mondo»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p 159)

➜ «Devo mantenere il contatto con la “corrente profonda” del mio essere. Questo è il traguardo più alto e importante che posso raggiungere: “riposare in se stessi”»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p 169)

➜ «Stamattina mi sono di nuovo persa tra i libri. E adesso cerco di rimettere insieme i pezzi»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 209)

➜ «”Mi guarderò dentro” per una mezz’oretta ogni mattina, prima di cominciare a lavorare: ascolterò la mia voce interiore»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 103)

➜ «…L’autentica felicità è un traguardo: essere davvero felice dentro, accettare il mondo di Dio e goderne senza voltare le spalle a tutta la sofferenza che vi regna»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 86)

➜ «…Assenza d’odio non significa di per sé assenza di un elementare sdegno morale. So che chi odia ha fondati motivi per farlo. Ma perché dovremmo sempre scegliere la strada più corta e a buon mercato? Laggiù [nel campo di smistamento di Westerbork] ho potuto toccare con mano come ogni atomo di odio che si aggiunge al mondo lo renda ancora più inospitale»
(Etty Hillesum, Lettere 1942-1943, trad. Chiara Passanti, Adelphi 1990, p. 51)

➜ «Un singolo verso di Rilke mi sembra più reale, per esempio, di un trasloco o di cose simili. La vita, dovrei passarla seduta a una scrivania».
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 156-157)

➜ «Con le persone come me, che non vivono la routine di tutti i giorni, e la cui vita non è organizzata dal di fuori, ma solo da dentro, è difficile arrivare a una giusta distribuzione delle energie e a un’organizzazione appropriata»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p.180) 

➜ «…E di tanto in tanto faccio visita ai gabbiani, nei cui movimenti per i vasti cieli nuvolosi si indovinano leggi, eterne leggi di un genere diverso da quelle che fabbrichiamo noi uomini».
(Etty Hillesum, Lettere 1942-1943, a cura di Chiara Passanti, Adelphi, Milano 2017, p. 95)

➜ «…poi avverto un senso di gratitudine per essere fatta così, uno strumento tanto sensibile che nessun aspetto della vita interiore o di quella esterna mi è estraneo né mai lo sarà»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 187)

➜ «Le cose veramente primordiali in me sono i sentimenti umani, una sorta di amore e di compassione elementari che provo per le persone, per tutte le persone»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 196)

➜ «Mi sento proprio come il piatto di un grammofono, qualcosa continua a graffiarmi con un ago appuntito. Vorrei che quel graffiare smettesse»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 190)

➜ «Anche oggi il mio cuore è morto più volte, ma ogni volta ha ripreso a vivere. Io dico addio di minuto in minuto e mi libero da ogni esteriorità. Recido le funi che mi tengono ancora legata, imbarco tutto quel che mi serve per intraprendere il viaggio»
(Etty Hillesum, Lettere 1942-1943, traduzione di Chiara Passanti, Adelphi, Milano 1990, p. 19)

➜ «A volte vorrei rifugiarmi, con tutto quel che ho dentro, in un paio di parole»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 207
 
➜ «La mia testa è l’officina dove tutte le cose di questo mondo devono giungere a essere formulate in piena chiarezza. E il mio cuore è la fornace ardente nella quale tutto deve essere sentito e sofferto con intensità»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 146)

➜ «Sono diventata abbastanza matura per assumermi il mio “destino” e per smetterla di vivere una vita casuale»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 531) 

➜ «Odiare non è nel mio carattere. Se in questo periodo, io arrivassi veramente a odiare, sarei ferita nella mia anima e dovrei cercare di guarire il più presto possibile»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 51)

➜ «Tasto il polso di questo secolo, ogni giorno di nuovo, tocco con la punta delle dita i contorni di quest’epoca. O è solo una finzione? E tuttavia risospingo sempre me stessa all'interno della realtà. Mi confronto con tutto ciò che si presenta sul mio sentiero, cosa che a volte mi dà una sensazione di sanguinamento»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 154)

➜ «Ma perché mai dovrei realizzare qualcosa? Mi basta 'essere', vivere cercando di diventare almeno in parte un essere umano»
(Etty Hillesum, Diario 1941-1942, traduzione di Chiara Passanti-Tina Montone-Ada Vigliani, Adelphi, Milano 2012, p. 156)

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Approfondimenti

➜ «Nell'amore vero non siamo noi ad amare gli sventurati in Dio, è Dio in noi che li ama. Quando siamo nella sventura, è Dio in noi che ama coloro che ci vogliono bene. La compassione e la gratitudine discendono da Dio, e quando vengono donate attraverso uno sguardo, Dio è presente nel punto in cui gli sguardi si incontrano»
(Simone Weil, Attesa di Dio, a cura di Maria Concetta Sala, Adelphi, Milano 2008, p. 112)

«...La misericordia è un dolce e benevolo operare nell'amore, unito ad una generosa compassione, poiché la misericordia opera custodendoci, e la misericordia opera volgendo per noi tutte le cose al bene»
(Giuliana di Norwich, Libro delle rivelazioni, traduzione di Domenico Pezzini, p. 211)

➜ «Dio discende per sua libera iniziativa nell'anima e si nasconde com'era disceso e si era nascosto nel momento creativo. Quando il seme nascosto porterà i frutti visibili e apparirà chiaro che non lo sforzo umano, ma Dio stesso è all'origine»
(Angela Anna Tozzi, Simone Weil, Fedeltà a Dio e all’uomo, Rivista di vita spirituale, nr 62/2 (2008), p. 210)

➜ «Segno luminoso della bellezza della tua anima sarà questo: che tu, esaminando te stesso, ti trovi pieno di misericordia per tutti gli uomini, il tuo cuore è afflitto per la compassione che provi per loro, e brucia come nel fuoco, senza fare distinzione di persone. Attraverso ciò, l’immagine del Padre che è nei cieli si rivelerà in te continuamente»
(Isacco di Ninive, citazione in Sabino Chialà, Dall’ascesi eremitica alla misericordia infinita. Ricerche su Isacco di Ninive e la sua fortuna, Leo S. Olschki, Firenze, nota nr 681, p. 259)

➜ «Prima ha sofferto, poi è disceso. Che cos’è questa sofferenza, che egli ha sofferto per noi? È la sofferenza dell’amore»
(Origene citazione in Walter Kasper, Misericordia, Concetto fondamentale del Vangelo – Chiave della vita cristiana, GDT 361, trad. Carlo Danna, Queriniana, Brescia 2013, p.186)

➜ «“Voglio condividere il destino del mio popolo”. Quando Etty disse ciò, capii che ogni cosa era perduta. Non sarebbe più venuta da noi. E allora ci lasciò»
(Klaas. Smelik senior -amico di Etty Hillesum-, citazione in Nadia Neri, Un’estrema compassione. Etty Hillesum testimone e vittima del Lager, Borla, Roma 2013, p. 99)

➜ «Se si discende in se stessi si trova che si possiede esattamente quel che si desidera»
(Simone Weil, L’ombra e la grazia, traduzione dal francese di Franco Fortini, Bompiani, Milano 2011, p.43)

➜ «Parlo di compassione come di un sentimento che rappresenta la forma più compiuta della esperienza umana e spirituale»
(Arturo Paoli citazione in Arturo Paoli – Gianluca de Gennaro, Il dio denaro, L'Altrapagina, Citta di Castello (Pg) 2007, p. 42-43)

➜ «Non disprezzare gli umili, come se non avessero dignità. Pensa chi sono, e allora scoprirai la loro dignità: essi hanno assunto l'aspetto del nostro Salvatore. Egli infatti per amore verso gli uomini ha dato loro il suo proprio aspetto, per svergognare in questo modo coloro che sono privi di compassione e non si curano dei poveri»
(Gregorio di Nissa citato in Norbert Brox, "Far sì che la terra diventi cielo". La diaconia nella chiesa delle origini, Concilium fasc. 4 (1988), traduzione dal tedesco di Mariarosa Limiroli, p. 66)

➜ «Per me l’intercessione è assumere la discordia umana, questa eterna sconfitta dei poveri che rinnova la pena di Dio. È continuare la pena di Dio, e la compassione di Dio per l’uomo e per il mondo»
(Arturo Paoli, Camminando s’apre cammino, Cittadella Editrice, Assisi 2002, p. 147-148)

➜ «Laddove si vive la compassione, prende avvio ciò che neotestamentariamente si definisce la “morte dell’Io”, comincia l’autorelativizzazione dei nostri desideri e interessi preconcetti nella disponibilità a farsi “interrompere” dal dolore altrui»
(Johann Baptist Metz, Memory Passionis, Un disco provocatorio nella società pluralista, trad. Stefano Miniati, Queriniana, Brescia 2009, pag 155)

➜ «Non c'è nulla che avvicini il cuore a Dio quanto la compassione e non c'è nulla che dia pace al pensiero quanto la povertà volontaria»
(Isacco di Ninive in Sabino Chialà, Dall’ascesi eremitica alla misericordia infinita. Ricerche su Isacco di Ninive e la sua fortuna, Leo S. Olschki, Firenze, nota nr. 362, p. 189)

➜ «La compassione è accettare di vivere su di sé il dolore del mondo, quel dolore che alcuni vogliono rimuovere, altri non riescono a sopportare, altri ancora non vogliono neppure vedere»
(Nadia Neri, Un’estrema compassione. Etty Hillesum testimone e vittima del Lager, Borla, Roma 2013, p. 24)

➜ «Il contemplativo guarda da una profondità maggiore e, al di là di ogni dualismo e separazione, rintraccia la connessione di tutte le cose»
(P. King citazione in Beatrice Iacopini – Sabina Moser, Uno sguardo nuovo. Il problema del male in Etty Hillesum e Simone Weil, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2009, p. 55)

➜ «La compassione e la gratitudine discendono da Dio, e quando vengono donate attraverso uno sguardo, Dio è presente nel punto in cui gli sguardi s’incontrano»
(Simone Weil, Attesa di Dio, a cura di Maria Concetta Sala, Adelphi, Milano 2008, p. 112)

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