Elisabetta della Trinità: essere sposa di Cristo, un mistero d'amore

Essere sposa di Cristo: inno d’amore di Elisabetta della Trinità. L’unione dell’anima a Cristo mediante l’amore dovrebbe essere il desiderio di tutti i cristiani.

Essere sposa di Cristo!

«Essere sposa del Cristo!
Non è soltanto l'espressione del sogno più dolce: è una realtà divina; è l'espressione di tutto un mistero di somiglianza e di unione; è il nome che, al mattino della nostra consacrazione, la Chiesa pronuncia su di noi: "Veni, sposa Christi!"...
Bisogna vivere la propria vita di sposa! "Sposa", tutto ciò che questo nome fa presentire d'amore donato e ricevuto! Di intimità, di fedeltà, di dedizione assoluta!... Essere sposa è essere donata come lui si è donato; è essere immolata come lui, da lui, per lui... È il Cristo che si fa tutto nostro e noi che diventiamo "interamente di lui"!...» (1).

Santa Elisabetta, sorella nostra, accompagnaci dentro questo mistero d'amore. Fare della nostra anima la sposa di Cristo in modo tale che la somiglianza porti all'unità.

Un cuore a cuore per sempre.

«Essere sposa è avere tutti i diritti sul suo cuore... È un cuore a cuore per tutta una vita... È vivere con... sempre con... È riposarsi completamente in lui e permettergli di riposare completamente nella nostra anima... E non sapere più nulla che amare; amare adorando, amare riparando, amare pregando, chiedendo, dimenticandosi, amare sempre, in tutti i modi!
"Essere sposa" è avere gli occhi nei suoi, il pensiero assorbito da lui, il cuore tutto preso, tutto invaso, come fuori di sé e passato in lui, l'anima piena della sua anima, piena della sua preghiera, tutto l'essere catturato e dato...» (2).

Santa Elisabetta, sorella nostra, aiutaci ad immergerci nelle profondità del nostro cuore per conoscere i segreti del Suo. Allora vivremo con...sempre con...con l'anima piena del suo Amore!

Fissare lo sguardo su di Lui.

«[Essere sposa] è, fissandolo con lo sguardo, intuire il minimo segno e il minimo desiderio; è entrare in tutte le sue gioie, condividere tutte le sue tristezze. È essere feconda, corredentrice, generare le anime alla grazia, moltiplicare i figli adottivi del Padre, i riscattati del Cristo, i coeredi della sua gloria.
"Essere sposa", sposa del Carmelo, è avere il cuore infiammato di Elia, il cuore trafitto di Teresa, sua "vera sposa", perché zelante per il suo onore» (3).

Santa Elisabetta, sorella nostra, aiutaci a tenere lo sguardo fisso sul Maestro e sapremo riconoscerlo in chi soffre. Amandolo in loro testimonieremo al mondo la compassione del Padre.

Dimenticare ogni distanza.

«Infine, essere presa per sposa, sposa mistica, è aver rapito il suo cuore al punto che, dimenticando ogni distanza, il Verbo si effonda nell'anima come nel seno del Padre con la stessa estasi di amore infinito! Il Padre e il Verbo e lo Spirito, che invadono l'anima, la deificano, la consumano nell'Uno attraverso l'amore. È il matrimonio, la stato perenne, perché è l'unione indissolubile delle volontà e dei cuori. E Dio disse: "Facciamogli una compagna simile a lui, essi saranno due in uno"...» (4).

Santa Elisabetta, sorella nostra, aiutaci a liberarci di tutti gli ostacoli che ci tengono lontani dal Maestro. Solo l'amore può rapire il Suo cuore: che la nostra vita non si fondi su nient'altro!


(1) Elisabetta della Trinità, Note Intime 13 "Essere sposa del Cristo", in Opere Complete, traduzione dal francese di Maria Rosaria Del Genio, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1993, p.775
(2) Elisabetta della Trinità, Note Intime 13 "Essere sposa del Cristo", op. cit., p. 775-776
(3) Elisabetta della Trinità, Note Intime 13 "Essere sposa del Cristo", op. cit., p. 776
(4) Elisabetta della Trinità, Note Intime 13 "Essere sposa del Cristo", op. cit., p. 776

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